Il Tar del Lazio snobba il decreto legge firmato da Napolitano. Vergognoso!

Il Tar ha bocciato l’ammissione della lista Pdl della provincia di Roma per le elezioni regionali nel Lazio. I giudici amministrativi quindi hanno ritenuto ininfluente il decreto salva liste varato dal governo e firmato dal Presidente della Repubblica, che voglio ricordare è il capo dei giudici.

Burocrati, giudici e Quirinale , tutti contro tutti. Sicuramente è in atto un accanimento feroce contro il partito di maggioranza italiano. Un golpe nemmeno tanto sottile a suon di decreti e carte bollate. Vergognoso! Eppure per identici errori formali nella presentazione delle liste i giudici hanno respinto le firme per Roberto Formigoni e passato quelle per il candidato Pd, Filippo Penati.

Il respingimento del Tar del Lazio è la prova provata della collusione tra giudici e sinistra. Non è una teoria Berlusconiana ma una quasi certezza visto che Anna Argento, che è già diventata una star su Facebook, grazie al popolo viola che l’ha adottata: è uno dei giudici di Roma che hanno bocciato le liste del Pdl. Per la cronaca: nel suo ufficio c’è un ritratto di Che Guevara. Per carità ognuno ci può mettere quello che vuole e l’immagine di Che Guevara non è sicuramente reato, ma denota poca serietà in un ufficio aperto al pubblico. Forse Che Guevara è più decorativo di un crocifisso. Che l’attività politica della signora sia molto vivace lo dimostrano quattro interventi a Radio Radicale. L’emittente di Marco Pannella l’ha sentita anche molto recentemente, il 16 febbraio, sul processo in corso a Roma contro i generali sudamericani accusati di aver ucciso desaparecidos italiani. Altri due interventi hanno riguardato sempre i desaparecidos. Un quarto, nel 2002, il processo Imi Sir Lodo Mondadori. Risulta dal sito di Radio Radicale che Anna Argento fu sentita «in qualità di teste». Insomma una affezionata di una radio comunque di partito.
Per quanto riguarda la disparità di trattamento tra PD e PDL vi rimando a questo link quanto mai interessante.
Ora, credo che sia importante ribadire quanto ho scritto precedentemente a margine di questa ignobile farsa. Tutti i cittadini hanno diritto a manifestare il proprio voto e questo diritto non può essere negato da timbri, bolli e cavilli. Se le regole impediscono tale diritto devono essere cambiate e devono concorrere a questo cambiamento tutte le parti in causa, maggioranza e opposizione. Qui sono in pericolo le basi della democrazia. Quanto accaduto è un episodio gravissimo che potrebbe causare una degenerazione non solo del confronto politico ma anche dell’ordine pubblico.



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