Ciao Lelio!!!!

Non posso tacere questa notizia che ha rattristato questa giornata e riacceso in me una marea di ricordi.
Se ne è andato Lelio Luttazzi. Lo ha fatto come ha vissuto, in punta di piedi, con la gentilezza e la leggerezza di uno degli ultimi gentleman del nostro tempo. Non conosco personalmente nessuno che in queste ore non abbia avuto parole di stima e ammirazione per questo maestro di musica, di spettacolo e di vita. Un’altro vuoto che riusciremo a colmare solamente riascoltando e diffondendo ai posteri la sua musica e il suo stile, il modo garbato di porgersi al grande pubblico televisivo e all’immensa platea radiofonica attraversando gli anni 50 e 60. Sapendo reagire alle avversità personali nascondendosi con grande pudore per altri vent’anni almeno, e riproponendosi con la classe e l’umorismo mai banale anche negli ultimi anni .
Il sottoscritto se si è ritrovato dietro ad un microfono, è grazie anche a trasmissioni come Hit parade che Lelio ha reso così popolare e al tempo stesso anticipatore di un modo di fare radio che regge ancora ai giorni nostri.
Grazie dunque Lelio per tutto quello che ci hai insegnato, forse, conoscendoti non te ne sei nemmeno reso conto.
Ciao e come sempre….buona musica (tutta quella che ci hai fatto amare).

Graziano

Ripartono i miei appuntamenti di “Sconfinamenti” alla RAI del Friuli Venezia Giulia

Ricomicia il mio periodo estivo in diretta dalla sede RAI di Trieste, in onde medie per le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna e per la fascia costiera dell’Istria Slovena e Croata, Dalmazia.
Ogni giorno dal lunedì al giovedì dlle 16.00 alle 16.45. ospiti, eventi da segnalare e ovviamente tanta musica. Panorama a 360 gradi di attualità, arte, musica e spettacolo.
Nella prima puntata (lunedì 5 luglio), in studio il musicista Alfredo Lacosegliaz che presenterà agli ascoltatori la sua ultima fatica discografica, il CD che porta il titolo di “Panduro”.

Ecco una breve scheda:

“Un caleidoscopio di ritmi e colori il nuovo CD di Alfredo Lacosegliaz, che si presenta rivelatore di un ethnocyber appena coniato. Alfiere e portatore della musica acustica, propone in questa produzione alcune commistioni possibili tra la musica popolare “alta” dell’Est Europa e una scrittura di accennata (leggera, discreta) contemporaneità.

Niente di nuovo sotto al sole: Alfredo Lacosegliaz continua nei suoi iperbolici azzardi ritmici e armonici che invitano ad allargare la sfera della percezione. Una proposta che parte dalla Mitteleuropea di Levante per congiungersi libertina a sonorità di Orienti medi e distanti.

Salutiamo con un applauso ritmato il ritorno di Lacosegliaz: una danza tra l’epica dei Balcani e il ghigno della Patafisica, una dichiarazione di festa continua che esorcizza il grigio di questo Evo Moderno.

Dopo esperienze trasversali che l’hanno visto autore e performer per cinema, teatro e TV (Mario Monicelli, Michele Santoro, Moni Ovadia etc etc etc), propone in questa produzione una sintesi temporanea del Lacosegliaz-pensiero al riguardo della musica d’ascolto.”

Ed ora:


CONSIDERAZIONI DI UN PANDURO

Fermi. Cioè immobili.
Nell’attesa del Niente.
Sentinelle senza scopo, guardiani del vuoto.
Immortalità di noia infinita a espiare violenze, crudeltà e devastazioni.
Il sangue di Spittal, gli stupri di Lenggries, i saccheggi di Soor…
Purificazione che mai avrà Perdono.

Statici. Inattivi.Ostaggi delle epoche
Seguimmo il passeggiare notturno di James Joyce e il nevrotico fumo di Italo Svevo, i sospiri di Angelina e gli sguardi di Molly Bloom, le fughe e le rincorse di ladri e gendarmi.
Ascoltammo litigi di fiaccherai e discussioni talmudiche, gelosie urlate di venderigole e trivio di marinai, fischiettare di gentiluomini e cantilene di mendicanti.
Mercanti, assicuratori, preti, prostitute, poeti, faccendieri…
Bestemmia serba.
Pasticceria armena.
Invito greco.
Spiriti d’Europa e traffici del Levante.
…se i Panduri potessero parlare…

Dagli ufficiali Imperiali ai gerarchi maccheroni
Dalla Storia alla farsa

Non più epica e dignità, ma balbuzie e disonore
Non più sogni né ideali, ma l’orgoglio dei propri nulla
Non più le marce di von der Trenck, ma un unico suono confuso

Frastuono di silenzi rumorosi
Contiamo sotto a noi lo svuotarsi di vesciche e di stomaci in disordine.

Fermi. Cioè immobili.
Testimoni non richiesti di un paese dove scontiamo la vita eterna.
Statici.
Trieste dorme. Solo il mare si muove (appena appena….)

Inattivi. Inutili. E disarmati.
Ma un tempo noi fummo guerrieri.

Infine qualche cenno biografico artistico di Alfredo Lacosegliaz:

Alfredo Lacosegliaz

compone musiche

per il cinema (“Senza pelle” di Alessandro D’Alatri, “Facciamo Paradiso” di Mario Monicelli (…),

per la televisione (“Circus” e “Sciuscià” di Michele Santoro (…),

per il teatro (Yoshi Oida, Moni Ovadia, Bolek Polivka, Pamela Villoresi, Roberto Andò (…),

per installazioni di Teatro Danza ( “Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico”- Roma, “La Corte Ospitale”- Reggio Emilia, “Scuola Civica Paolo Grassi” – Milano (…).

Spettacoli e Direzioni musicali negli USA, Germania, Francia, Marocco, Grecia (…)

Dal punto di vista strettamente musicale, propone un’ipotesi di “Lieder della MittelEuropa di Levante”, in cui rigori i stilistici di quest’area vengono innestati e sviluppati da tendenze contemporanee.

Ricordo che fino a settembre, data di uscita ufficiale, il CD
si trova in vendita soltanto a TS nelle librerie KNULP e IN DER TAT.

Vi aspetto dunque per questo primo appuntamento di Sconfinamenti Estate, l’appuntamento estivo dalla sede regionale della RAI del Friuli Venezia Giulia. Si incomincia…..

CONSIDERAZIONI SU EMITTENZA LOCALE E TAGLI DELLE PROVVIDENZE

Ricevo, condivido e pubblio un articolo del giornalista Davide Camera in merito ai tagli delle provvidenze e dei contributi per l’editoria.

Il mondo delle radio, piccole o grandi che siano, è in subbuglio, dopo il taglio delle provvidenze e dei contributi per l’editoria, arrivato con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe, ormai legge dello Stato. La rabbia da parte degli editori monta soprattutto per un motivo, cioè che i fondi per gli organi di partito si sono trovati, mentre non c’è stato nulla da fare per i quattro milioni finora destinati al settore radiofonico. Oltretutto, ci si lamenta per un’inattesa retroattività della norma a partire dal 2009, e cioè chi pensava di partire da una base economica sicura, improvvisamente si ritrova come se una botola sotto i suoi piedi si fosse aperta. Giustamente Paolo Butturini, segretario di Stampa Romana, ha ricordato che una cifra ben superiore si è spesa per i vaccini contro il virus H1N1, poi dimostratosi complessivamente un falso allarme rispetto a quanto paventato. Colpa della politica? Non solo, a mio modesto avviso.
L’origine di tutto risale al 1990, con il varo della legge Mammì, dal nome dell’allora ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Nel primo tentativo di regolamentare quello che davvero allora era il far-west dell’etere, tale legge iniziò dal tetto la costruzione di un edificio molto complesso. Dal tetto e non dalle fondamenta, che forse non sono mai state costruite. Le prime emittenti radiofoniche private e televisive, non a caso chiamate “radio libere”, nacquero per vari motivi: dallo svago, all’impegno politico-sociale, alla voglia di essere in onda. Ben pochi, a parte forse molti speaker che andavano in onda, pensavano ad un’attività professionale in questo settore. Attività che invece la legge impose, costringendo le emittenti – tranne quelle comunitarie – a diventare vere e proprie aziende, con tanto di dipendenti messi sotto contratto. Molti gettarono la spugna, chiusero senza neppure presentare la domanda per l’autorizzazione o la concessione all’utilizzo della frequenza da loro occupata, a seconda che si trattasse di radio o televisione. Parlando in particolare di radiofonia, altri, sostenuti magari da qualche gruppo, o da varie fortune, si svilupparono, acquistarono frequenze in lungo e in largo e si trasformarono in network nazionali o regionali. La situazione inevitabile, è che per chi decise comunque di continuare ad esistere, la vita diventò molto dura, tra la necessità di pagare i dipendenti, le bollette certo non irrisorie specie per l’elettricità dei trasmettitori, impianti, affitti, postazioni varie. Dall’altra parte, il mercato pubblicitario della radio, quello del “salumiere o mobilificio sotto casa” costava sempre meno: un po’ perché diminuiva di interesse, e anche perché progressivamente lo sviluppo di internet o dei “fogli di quartiere” lo rendeva quasi insignificante.
In tutto questo, molti editori radiofonici, dai piccoli ai grandi, pur riunendosi in varie associazioni per tutelare i loro diritti, tranne qualche eccezione, hanno mostrato il loro “peccato originale”: la necessità di diventare imprenditori, imposta dalla legge Mammì e dalle successive normative, non si è sempre trasformata in cultura imprenditoriale. Non solo chi si espandeva, ma anche chi rimaneva piccolo, molto spesso continuava a “fare la guerra” all’ipotetico avversario, spendendo energie che pochi hanno pensato di utilizzare per sviluppare altre idee e per non fossilizzarsi su un settore radiofonico via etere che – network a parte – veniva invece sempre più penalizzato. In questo mondo, per molti le provvidenze sono quasi diventate una ragione di vita, principalmente per i rimborsi alle bollette oppure agli abbonamenti alle agenzie di informazione che in qualche modo contenevano le spese, dato che altri gettiti diventavano quantomeno difficili. Questa situazione, a parte qualche lamentela e qualche tentativo anche riuscito di cercare di mettersi insieme per cercare di ottenere qualche risultato – che fosse una riduzione delle quote Siae, o quant’altro – sembrava comunque sedimentata, tra la vecchia mentalità e l’esistente. E nonostante qualche avvisaglia negli ultimi anni fosse arrivata, compresa la stessa crisi finanziaria globale, comunque molti hanno vissuto aspettando e sperando. Una speranza che tuttora è viva, perché una parte di quei contributi eliminati, potrebbe tornare con un altro provvedimento, in particolare quelli relativi al 2009. La strada, tuttavia, sembra segnata per il futuro, con conseguenze immaginabili per quanto riguarda non solo la chiusura di tante emittenti radiotelevisive, ma anche la perdita di posti di lavoro e forse, qualche problema per gli stessi editori, che spesso hanno investito o si sono indebitati sulle loro “creature”.
Una reazione forte da parte delle radio è la messa in onda di uno spot contro il taglio dei fondi, ma potrebbe trattarsi di un “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”. Un mondo che non ha saputo essere lobby per molti motivi, ora rischia di pagare pesantemente una situazione che forse è stata a lungo da taluni sottovalutata, ed una certa riottosità agli sviluppi tecnologici e multimediali degli ultimi due decenni.
C’è una morale che si può trarre da questa vicenda? Probabilmente ognuno trarrà la sua, purtroppo a proprie spese. Di una cosa sono comunque certo: non deve essere la radio a pagare per altri settori che si sono salvati, o autosalvati ma avrebbe potuto fare di più per avere una scialuppa di salvataggio. Forse riceverà una ciambella, che però, se tutti ci si aggrappano, non servirà a nessuno. Speriamo bene.

Davide Camera

RAI FRIULI VENEZIA GIULIA: MINORANZE; FRIULANO, AL VIA PROGRAMMI RADIO

Grazie alla convenzione tra la Rai e la Regione Friuli Venezia Giulia proseguirà la programmazione radiofonica in lingua friulana della sede regionale per il Friuli Venezia Giulia. I nuovi programmi sono stati presentati ieri dal direttore della sede Rai, Roberto Collini, e dal capostruttura programmi, Paola Spinelli, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro. In particolare, le trasmissioni sui temi di attualità, cultura, territorio, storia, problemi sociali e di interesse generale con interventi di ospiti ed esperti, proseguiranno fino al 31 dicembre 2010. Si tratterà di 5 rubriche settimanali, dal lunedì al venerdì, dalle 12.20 alle 12.30 e di altrettante, dal lunedì al venerdì dalle 15.15 alle 15.30, in onda sulle frequenze di Radio Uno, per un totale di dieci appuntamenti a settimana e per una programmazione di 43 settimane, esclusi i festivi e i mesi di luglio e agosto. “Per la copertura della convenzione l’amministrazione regionale ha garantito 200 mila euro”, ha ricordato l’assessore Molinaro, ribadendo anche l’impegno della Regione per innalzare il livello di tutela della lingua friulana nella programmazione televisiva del servizio pubblico, così come previsto dalle leggi italiana ed europea. “Tre sono le linee di intervento a cui stiamo lavorando – ha elencato Molinaro -: la prima riguarda il rinnovo del contratto di servizio tra la Rai e la Presidenza del Consiglio dei Ministri attualmente in corso; la seconda la ridefinizione dei contenuti della convenzione tra Presidenza del Consiglio e la Rai per le trasmissioni radiofoniche in italiano in Friuli Venezia Giulia, nella cui quota dovrebbe essere inserita la programmazione in friulano; infine, l’estensione della rete televisiva tre bis transfrontaliera all’intero territorio regionale, in vista dell’arrivo del digitale terrestre previsto in Friuli Venezia Giulia nell’autunno del 2010, da dedicare ai programmi delle lingue minoritarie”. In occasione del rinnovo della convenzione Rai-Regione, avviata nel 2008 in via sperimentale e riconfermata nel 2009 con la scelta del solo canale radiofonico, i vertici Rai hanno anche presentato la nuova produzione televisiva della Pimpa, il celebre personaggio dei fumetti disegnato da Altan, doppiata in friulano con la regia di Claudia Brugnetta.

Sanremo:le canzoni su Radio Festival


Per il quinto anno Gruppo Finelco regala a tutti gli amanti del Festival di Sanremo Radio Festival, la webradio dedicata all’evento.
Dal 1 febbraio e’ sufficiente cliccare 105.net, radiomontecarlo.net, unitedradio.it per ascoltare,24 ore su 24, tutte le canzoni della kermesse.
Da quest’anno sono disponibili anche le canzoni dei 10 esordienti.
In occasione della 60/ma edizione, Sanremo Radio Festival ripercorra’ le 59 edizioni passate

A Sconfinamenti Alessandro Rossit direttore dell’Università popolare di Trieste

Nuovo appuntamento con Sconfinamenti, trasmissione irradiata in onde medie (mw 946) di RAI Radiouno nell’ambito dell’”Ora della Venezia Giulia”. Vi aspetto alle ore 16.00 con un graditissimo ospite, Alessandro Rossit (foto) direttore generale dell’Università Popolare di Trieste. Con Alessandro Rossit presenteremo una ampia panoramica delle iniziative dell’Università Popolare. Ricordo che L’Ente, istituito nel 1899 per difendere, sostenere e incrementare la cultura Italiana a Trieste, in Istria, a Fiume e in Dalmazia, organizza corsi e attività culturali.
Sconfinamenti è in onda con il sottoscritto dal Lunedì al Giovedì dalle 16.00 alle 16.45 fino al 24 marzo. Il programma è ascoltabile in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e la costa Adriatica dell’ Istria Slovena, Croata e in Dalmazia.
Vi aspetto…..

Graziano D’Andrea

il sito dell’Università Popolare di Trieste, clicca qui

A “Sconfinamenti” su Radiouno RAI si parla della Mostra “Paesaggi istriani. Da Grisignana a Trieste”

Il 14 gennaio u.s., è stata inaugurata la Mostra “Paesaggi istriani. Da Grisignana a Trieste” alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Trieste, in via Principe di Montfort n. 3. La Mostra ospita dipinti di alcuni artisti che hanno partecipato all’Ex Tempore di Grisignana, importante manifestazione di pittura ideata nel 1994 dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana di Fiume, e ormai giunta alla XVI edizione.
Se ne parlerà domani, martedì 19 gennaio 2010 nella trasmissione “Sconfinamenti, in diretta dagli studi RAI di Trieste e irradiata in onde medie 946, nell’ambito dell’ “Ora della Venezia Giulia.
In studio, con me il prof. Roberto Ambrosi (foto), docente universitario e critico d’arte, Presidente di Giuria dell’Ex Tempore di Grisignana.

A "Sconfinamenti" ogni giovedi appuntamento con “Da Pisino a New York” condotto da Edoardo Milani

Dal 7 gennaio 2010, Edoardo Milani è in onda ogni giovedì a partire dalle ore 16 dalle frequenze RAI di Venezia 1 (Khz 936). All’interno de “L’ora della Venezia Giulia” presenterà un ciclo dedicato al famoso compositore istriano Luigi Dallapiccola. La serie di trasmissioni intitolate “Da Pisino a New York”, realizzate a 35 anni dalla sua scomparsa, seguono un percorso che utilizzando i cenni biografici del musicista esplora non solo la sua opera ma anche l’evoluzione musicale contemporanea e più in generale le problematiche del suo tempo. Luigi Dallapiccola non è stato solo uno dei più importanti compositori del Novecento italiano ma una figura di spicco dell’Europa musicale contemporanea.

A "Sconfinamenti" la pittrice Alpina della Martina

Nella puntata odierna di “Sconfinamenti” in diretta alle ore 16.00 dagli studi RAI di Trieste avrò il piacere di avere ospiti l’architetto Marianna Accerboni e la pittrice Alpina della Martina. Nel nostro immancabile salotto radiofonico conosceremo da vicino l’artista e le sue proposte pittoriche.
Nata a Codroipo e formatasi al Liceo Artistico di Venezia, Alpina Della Martina vive e opera ad Ovaro. Ha preso parte a diverse mostre collettive e allestito numerose e significative personali. Tra queste ultime ricordiamo quelle al Gadarte di Firenze (1993), a La Loggia di Udine (1994), al Centro Friulano di Arti Plastiche di Udine (1999), al Centro Civico di Cividale del Friuli (2001), all’A.I.A.T. di Sistiana (Trieste, 2002), alla Galleria Art Time di Udine (2004), alla Galleria Sekanina di Ferrara (2004), a Palazzo Frisacco a Tolmezzo (2004), a Villa de Brandis di S. Giovanni al Natisone (2006), a Palazzo Frangipane di Tarcento (2006) e la mostra allestita di recente con grande successo alla Galerie Cristine Colas di Parigi (2007).

Vi aspetto dunque su RAI Radiouno onde medie 936 dalle 16.00 alle 16.45.

Il cantautore sloveno Rudi Bucar a "Sconfinamenti" Su RAI Radiouno


Primo appuntamento con la nuova stagione di “Sconfinamenti” domani lunedì 4 gennaio 2010.
Vi aspetto alle 16.00 in diretta in onde medie su Rai Radiouno con 45 minuti di musica e talk show. Alla vigilia del suo impegno al Festival di San Remo, il cantautore sloveno Rudi Bucar proporrà brani del suo repertorio e ci racconterà retroscena e le sue aspettative.
Appuntamento dunque dalle 16.00 alle 16.45 in onde medie 936 per le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, coste Slovena e Croata.