Non amo il calciomercato, lo considero la parte marcia di questo gioco. Non mi appassiono alla girandola di nomi che i giornali fanno prima, durante e dopo il campionato. Se fosse per me lo abolirei. Le squadre dovrebbero essere composte da giocatori locali, cresciuti nei vivai. Ma si sa, questa è utopia e il business è troppo importante per tornare ad una dimensione umana e non da tratta degli schiavi (per altro ben pagati) a cui assistiamo.
Quindi vada per il calciomercato ma i veleni no, proprio non li sopporto.
In questi giorni ho assisitito ad una girandola di dichiarazioni offensive e gratuite da parte di ex giocatori della Juventus che sono stati ceduti. Il Parma pare sia una squadra seria (nulla in contrario), molto più della Juve. Il Brescia è una società di galantuomini non come i vertici torinesi. In Germania hanno saputo tutti di quali orrendi trattamenti si è reso complice il Ds bianconero Marotta ai danni di un bidone sovrastimato in termini di qualità. L’unica spiegazione è che questa è la prova del nove del perchè la Juventus la scorsa stagione ha fallito. Per volontà di una vera e propria quinta colonna che a scapito dell’amore per la maglia ha anteposto interessi personali. Meglio lasciarli andare. Ha ragione Marotta a dire che pulizia è stata fatta. E allora che una nuova avventura abbia inizio.
Calcio: Mercato e veleni
Italia in gol con Cassano ma non si vede
La Rai ha oscurato la diretta del gol del pareggio dell’Italia a Tallin contro l’Estonia per mandare in onda uno dei consueti minibreak pubblicitari da pochi secondi inseriti all’interno delle partite.
Al 60′ del match valido per le qualificazioni ad Euro 2012, prima di un calcio d’angolo, contemporaneamente alla sostituzione di Quagliarella per Pepe, il telecronista di Rai1 ha chiamato la pubblicità: al ritorno con le immagini da Tallin, l’Italia aveva appena segnato con Cassano. Per fortuna ci sono i replay.
Da qui si deduce come l’improvvisazione impera nella TV di stato. Un’altra occasione persa per ricollocare la RAI al posto che le compete. Incapacità di gestire la telecronaca o dormita generale? Forse sindrome da Nazionale.
Il postino non suona tre volte, ma nemmeno una

Sempre più persone si stanno lamentando dei disservizi delle poste italiane. Qualche anno fa la posta arrivava con ritardo, ma prima o poi arrivava. Oggi arriva in maniera molto disordinata. Le raccomandate nella maggior parte dei casi non vengono consegnate a mano. Nonostante i destinatari siano in casa, i postini non suonano o fanno finta di suonare, preferendo lasciare gli avvisi nella cassetta postale. Tali avvisi inoltre sono quasi incompleti e riportano solo il numero di raccomandata senza citare provenienza e tipologia della missiva. Non parliamo poi se all’interno di uno stesso stabile ci sono due cassette postali con cognomi simili, la posta viene distribuita a casaccio, alla faccia della legge sulla pivacy . Penso che sia giunta l’ora di porre un freno a questo modo indegno di lavorare. Invito tutti coloro che si sentono vittime di tali disservizi di comunicarmelo. E’ mia intenzione inoltrare formale protesta a chi di dovere per aprire un tavolo di confronto fra le parti per giungere ad un cambiamento di rotta nel lavoro e nell’organizzazione di Poste Italiane.
TV DIGITALE TERRESTRE: LA GUERRA DELL’LCN CONTINUA
Pubblico e non condivido il comunicato stampa emesso dal Comitato Radio Tv Locali CRTL e pubblicato sul suo sito internet ufficiale:
Adesso basta!
Abbiamo sempre diffidato delle norme approvate nel mese di agosto: dalla L. 223/1990 in poi non hanno mai portato bene al settore radiotelevisivo italiano.
E, infatti, la Delibera 366/10/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (4 Agosto) e il conseguente Bando del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni per l’attribuzione della numerazione sul telecomando (LCN) sul digitale terrestre (11 agosto) non hanno trasgredito a quell’infausto cliché.
Già, perché, se l’estrema unzione per le tv locali era stata impartita con il Piano di assegnazione delle frequenze, con l’omologo per l’assegnazione degli LCN, sono decisamente suonate le campane a morto.
Basta leggere Delibera e Bando: tutto gioca a favore dei grandi operatori (già esistenti) e solo 10 (dieci!) saranno le emittenti locali che sopravvivranno per ogni area tecnica italiana. Tutte le altre naufragheranno inesorabilmente nell’oceano di 1000 numerazioni, con probabilità di sintonizzazione da parte dell’utente affidate al caso.
Come ha potuto un organo dello Stato che si pregia di essere garante delle comunicazioni chiudere gli occhi davanti al maldestro, quanto purtroppo efficace, tentativo dei grandi operatori televisivi di cancellare con un colpo di spugna trent’anni di presintonizzazione delle tv locali?
Come ha potuto AGCOM girarsi dall’altra parte mentre i grandi gruppi scalzavano le emittenti minori dalle posizioni faticosamente acquisite con la costante relazione col proprio territorio, consentendo che gli ultimi arrivati (compresi quelli che hanno contenuti di televendite 24H) precedessero sul telecomando imprese locali di indubbia storicità, forzando le abitudini dei telespettatori?
Pare indecifrabile come i lobbisti dei grandi giocatori dell’etere italiano abbiano potuto portare a casa, in tutta serenità, un risultato di tal guisa (pur col favore di un governo che non ha mai fatto mistero di chiudere gli occhi davanti agli affari del suo premier).
Dov’erano i delegati delle due associazioni che si qualificano come le più rappresentative delle emittenti locali quando, solitari o quasi, lanciavamo l’allarme LCN in tempi non sospetti? A cosa pensavano quando, novelle rane, sottoscrivevano il patto scellerato con lo scorpione? Dove si nasconderanno adesso che hanno lasciato che si compisse lo scempio della più parte dei loro iscritti?
Chiedeteglielo!
Per parte nostra chiediamo a tutte le tv locali rimaste col cerino in mano, di non abdicare ai propri diritti, diventando parte di un potente ricorso al giudice amministrativo, perché almeno sia la Magistratura a intervenire contro la loro fine annunciata e deliberata.
Forse sarà l’ultima occasione per farlo.
Personale conclusione:
E’ ovvio che questa è politica e demagogia. Come ho avuto modo in un altro post di commentare la situazione delle televisioni locali, penso che dieci numerazioni siano più che sufficienti. Non mi risulta infatti che qualche regione abbia oltre dieci televisioni locali con ascolti significativi e programmi di qualità. Va anche detto che si sta montando un caso nazionale cavalcato da chi per varie ragioni vuole impedire il passaggio al digitale terrestre in tempi ragionevoli. Il sistema LCN non è mai esistito nella sintonizzazione della TV analogica. In base alla proprie preferenze l’utente ha sempre impostato i tasti del telecomando a piacimento. Anche con gli attuali decoder basta togliere la funzione e nulla cambia rispetto al passato. Da qui si deduce che queste sono solo sterili battaglie da un gruppo di emittenti che in questi trent’anni è sopravissuto più per forza dell’abitudine che per reali capacità e proposte interessanti ed intelligenti. Personalmente se fossi interessato ad una TV locale, escludendo la funzione LCN la inserirei per numerazione proprio a ridosso delle TV Nazionali. A questo penseranno gli utenti e decreteranno il proprio indice di gradimento o di sgradimento. Ma forse di questo qualcuno ha paura, e allora giù con comunicati e battaglie perse. Ai cittadini l’ardua sentenza.
La battaglia del telecomando……..disinformazione ed utopie.

Esattamente un mese fa mi è sfuggito questo articolo riguardante una dichiarazione di Angelo Compagnon, componente della Commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera dove si legge:
”le emittenti televisive locali non sono di serie B”. ”Eppure – ha sottolineato – l’Agcom sembra pensarla diversamente tant’e’ che, in barba alla legge, nei primi nove tasti del telecomando ci sono solo emittenti nazionali. E’ una discriminazione bella e buona”. Compagnon ha ricordato che in Commissione Trasporti e’ stata approvata ”una risoluzione bipartisan con cui impegnare il Governo a ristabilire lo spirito del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive, che prevede un’ attribuzione adeguata delle posizioni di sintonia per le emittenti regionali”. …..
Su un unico punto sono daccordo. Le emittenti locali non sono di serie B, anche se fanno di tutto per offrire programmazioni improbabili e qualitativamente scarse. La nostra regione (Friuli Venezia Giulia) è forse la più penalizzata in tal senso. Tali televisioni dovrebbero essere una ricchezza per il territorio, ma spesso e volentieri palesano grandi lacune e scarsa professionalità. Possiamo quindi, nella migliore delle ipotesi, considerarle delle ottime palestre per forgiare, giornalisti e conduttori in erba. Anche se pochi riescono poi a fare il salto di qualità come figura professionale.
Ma da questa considerazione a pensare che si possano assegnare nella numerazione addirittura i primi 10 tasti del telecomando…….ce ne corre. Intanto non so se Compagnon ha capito che comunque 8 emittenti sono nazionali RAI, Mediaset, Gruppo La7 e ben altre realtà, per qualità ed interesse, meritano di stare in numerazioni privilegiate.
Nella migliore delle ipotesi si potrebbe ipotizzare una collocazione delle migliori emittenti locali (in base agli ascolti) dalla posizione numero 10 e non oltre la numero 15. Con la nuova rivoluzione digitale, auspico (anche se temo di essere smentito), che vengano privilegiate emittenti di interesse comune nazionale con programmazioni di qualità.
Senza Mourinho e senza Balotelli. Forse quest’anno il calcio italiano sarà più serio
Senza Mourinho e senza Balotelli. Forse quest’anno il calcio italiano sarà più serio (forse). Le esternazioni di quello che erroneamente si continua a chiamare “special one” non mancheranno certo. Veleni e arroganza non servono al nostro calcio. Abbiamo altre cose da pensare. E’ il momento di cercare di ridare credibilità a tutto l’ambiente. Io non credo manchino piedi buoni, sono solo messi in ombra da calciatori stranieri che a volte sono sopravalutati sia tecnicamente che monetariamente. E’ ora di attingere a piene mani dai vivai. Lasciare che i nostri piccoli campioni maturino e crescano per formare una nuova generazione di talenti. E’ solo questione di tempo. Qualche giornale oggi titola “vendono il più grande talento italiano” riferendosi a Balotelli. Scusate ma io questo grande talento non l’ho ancora visto. Ho visto grande fisicità e poca testa. L’ha dimostrato anche in nazionale (compresa l’under 21). Lasciamolo andare, forse in un ambiente meno esasperato come quello del calcio inglese, ritornerà con un’altra mentalità e forse più maturo. Un ultimo messaggio per Prandelli. Non è inserendo tutti gli uomini scartati da Lippi che si costruisce la nuova Nazionale. Anche se abbiamo fatto un pessimo mondiale, non dimentichiamo che Lippi la coppa del mondo l’ha conquistata. Questo dimostrerebbe che brocco non è. Prandelli deve dimostrare tutto……comunque buon lavoro e tutta la simpatia per un uomo positivo del calcio italiano.
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TV: DIGITALE; MINISTERO,ON LINE BANDO PER NUMERAZIONE CANALI
E’ on line, sul sito del ministero dello Sviluppo economico, il bando per l’attribuzione della numerazione dei canali della tv digitale terrestre, in linea con il piano approvato dall’Autorita’ per le garanzie nelle Comunicazioni. Le emittenti potranno a questo punto presentare le proprie manifestazioni di interesse, cioe’ chiedere di ‘occupare’ una determinata posizione sul telecomando: entro il 20 settembre tocca alle aree da digitalizzare nel 2010 (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), dal 21 settembre all’8 ottobre a quelle digitalizzate (Sardegna, Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania). Spettera’ poi al ministero l’attribuzione definitiva dei numeri ai diversi canali. ”Il ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni, in attuazione dell’art. 10, commi 4 e 5, dell’allegato A alla delibera dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni n. 366/10/Cons, ha adottato i bandi per l’attribuzione della numerazione automatica dei canali per la televisione digitale terrestre – spiega una nota – relativamente alle aree tecniche da digitalizzare nel corso dell’anno 2010 e a quelle gia’ digitalizzate. I soggetti autorizzati alla fornitura di servizi di media audiovisivi devono presentare la domanda di attribuzione della numerazione nei termini dei relativi bandi per le aree digitalizzate e da digitalizzare. I Bandi e i relativi allegati sono disponibili online online presso il sito del ministero dello Sviluppo Economico (www.sviluppoeconomico.gov.it)”.
TV: ‘SI ACCENDE’ EUROPA 7, ARRIVANO 11 CANALI PAY E 1 GRATIS
Il 28 luglio 1999 Europa 7 otteneva la concessione a trasmettere su tutto il territorio nazionale. Oggi, esattamente ”dopo undici anni di battaglie legali per ottenere le frequenze che le sarebbero dovute essere assegnate nel 1999”, l’emittente di Francesco Di Stefano annuncia ”l’accensione del primo trasmettitore della propria rete nazionale, che iniziera’ a servire Roma e provincia nella nuovissima tecnologia DVB-T2”. ”Nei prossimi giorni – rende noto Europa 7 – seguiranno altre accensioni per servire, in rapida successione, Milano, Torino, Genova, Udine, Venezia, Bologna, Ancona, Pescara, Palermo, Cagliari, e cosi’ via. Saranno trasmessi 11 canali a pagamento, di cui 7 in HD e 1 canale gratuito (Fly) dedicato all’informazione indipendente, alla satira ed alla cultura”. Per ricevere i programmi dell’emittente, ”trasmessi nella tecnologia DVB-T2, attivata da Europa 7 prima nel mondo, sara’ necessario munirsi del decoder 7BOX (sevenbox), in vendita dal 2 agosto sul sito www.europa7.it. Il decoder 7BOX permette inoltre di ricevere anche i programmi del digitale terrestre, senza i problemi dei decoder tradizionali. Il decoder 7BOX permettera’ di ricevere i programmi di Europa 7 in alta definizione sui televisori HD ed in 3D sui televisori 3D” e consentira’ anche di ricevere ”i programmi Europa 7 con la qualita’ dell’alta definizione anche con i vecchi televisori”. ”La battaglia giudiziaria di questi undici anni e’ stata condotta da Europa 7 sia per tutelare i propri diritti che per permettere ai telespettatori di poter ascoltare un’altra voce, completamente indipendente, nel panorama dell’informazione televisiva italiana ed e’ per questo – conclude la nota – che Europa 7 offrira’ il canale di informazione Fly completamente gratuito, che andra’ sempre piu’ arricchendosi di contenuti nelle prossime settimane”.
Taglio del canone tv della BBC,…..pura utopia in Italia
La notizia che vi segnalo, si commenta da sè. E’ la migliore risposta al signor Garimberti a cui ho avuto modo dalle pagine del mio sito di replicare. Sembra quasi che gli amici della BBC abbiano letto il mio post (scherzo naturalmente). E’ segno da parte loro comunque di grande sensibilità e serietà. Cosa . che non si può dire ci sia nel nostro paese.
G.
Tagli in arrivo al canone della Bbc. Lo ha annunciato in un’intervista al ‘Daily Telegraph’ il ministro britannico della Cultura, Jeremy Hunt. I telespettatori inglesi pagheranno quindi meno per vedere la tv. Il provvedimento fa parte delle misure che il Governo di Londra intende adottare per affrontare la crisi economica.
Ll’emittente televisiva ha gia’ annunciato tagli agli stipendi dei manager di circa il 25% nei prossimi 18 mesi. Sir Michael Lyons, presidente di Bbc Trust, ha annunciato di voler rendere pubblici gli stipendi degli artisti superpagati, suddividendoli 3 in fasce di reddito: da 750.000 a 1 milione di sterline; da 1 milione a 5 milioni di sterline; oltre 5 milioni di sterline. All’inizio di luglio la Bbc ha reso note le spese per il personale e dalle cifre si evince che almeno l’85% dei dirigenti guadagna più di 145mila sterline all’anno.
È morto Mino Damato
È morto a 72 anni il giornalista televisivo Mino Damato. Il decesso è avvenuto venerdì, ma la famiglia ha diffuso la notizia solo due giorni dopo. Damato era nato a Napoli il 1° dicembre 1937. «Mino era un uomo che guardava in alto cercando la sua luna senza fare come quelli che si fissano il dito», ha detto la famiglia in un comunicato.
Entrò alla Rai nel 1968, fu inviato in zone di guerra (Vietnam, Cambogia, Afghanistan) e fece parte della redazione del Tg1. Nel 1985-1986 condusse una particolare edizione di Domenica In, trasformando il tradizionale spettacolo della domenica pomeriggio di Rai 1 in una trasmissione più giornalistica e divenne celebre una sua camminata in diretta sui carboni ardenti. Tra il 1988 e il 1990 condusse la trasmissione di cultura, mistero e attualità Alla ricerca dell’Arca.
Negli anni Novanta lasciò la televisione e si diede alla politica e all’impegno civile con la creazione della Fondazione bambini in emergenza. Adottò una bambina romena affetta da Aids che morì alcuni anni dopo.
Ho un ricordo di Mino legato alla mia giovinezza. Una trasmissione per la TV dei ragazzi di cui oggi non si può non sentire la mancanza, “Avventura”. Una specie di Quark per i più piccoli. Condotto in maniera gentile e asciutta come del resto Mino ha condotto la sua vita lavorativa e privata. L’ho incrociato per sbaglio una decina di anni fa all’aeroporto di Ronchi dei Legionari. Avrei voluto fermarlo,sentire dalla sua viva voce cosa ne pensava della nostra televisione, del giornalismo attuale, della politica…..poi come sempre la fretta e il pudore che traspariva dal suo modo di fare, non mi ha dato il coraggio di disturbarlo. Nonostante i detrattori continuo a pensare che la “Domenica In” più intelligente di tutti i tempi l’ha condotta proprio lui. Era un uomo come ormai, in quest’ambito (Televisione e spettacolo) non ce ne sono più.
In questa estate che ci porta via sempre più pezzi della nostra storia personale, personaggi e volti che ci hanno accompagnato per gran parte della nostra vita, un ultimo pensiero e un saluto a Mino che continui il suo personale viaggio nella ricerca ed esplorazione che tanto l’hanno affascinato in vita.



Andrea Venturi
Clubradio.it
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