Ho scoperto che anch’io faccio parte di una anomalia

Ho scoperto che anch’io faccio parte di una anomalia e per questo voglio condividere questa riflessione di Michele Serra. Come dire, io non stò politicamente da nessuna parte, mi considero solo un libero pensatore.

Graziano

Addio a Tonino Carino da Ascoli

Un’altro pezzo di storia del calcio italiano, quello genuino, quello poetico che tutti i veri appassionati di questo meraviglioso giuoco ricordano, ci ha lasciato. Tonino Carino “da Ascoli”.
Ricordo il suo saluto inconfondibile, in un programma, novantesimo minuto, che ha reso molti giornalisti dei veri personaggi. Cito Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze e Giorgio Bubba da Genova.
Tonino Carino era nato ad Offida, il suo nome era legato all’Ascoli del presidente Costantino Rozzi.
Carino aveva cominciato la sua carriera presso vari giornali locali, poi era entrato in Rai: dal 1991 al 2002 era stato caporedattore della sede di Ancona.
Ciao Tonino solo un saluto!

Il Tar del Lazio snobba il decreto legge firmato da Napolitano. Vergognoso!

Il Tar ha bocciato l’ammissione della lista Pdl della provincia di Roma per le elezioni regionali nel Lazio. I giudici amministrativi quindi hanno ritenuto ininfluente il decreto salva liste varato dal governo e firmato dal Presidente della Repubblica, che voglio ricordare è il capo dei giudici.

Burocrati, giudici e Quirinale , tutti contro tutti. Sicuramente è in atto un accanimento feroce contro il partito di maggioranza italiano. Un golpe nemmeno tanto sottile a suon di decreti e carte bollate. Vergognoso! Eppure per identici errori formali nella presentazione delle liste i giudici hanno respinto le firme per Roberto Formigoni e passato quelle per il candidato Pd, Filippo Penati.

Il respingimento del Tar del Lazio è la prova provata della collusione tra giudici e sinistra. Non è una teoria Berlusconiana ma una quasi certezza visto che Anna Argento, che è già diventata una star su Facebook, grazie al popolo viola che l’ha adottata: è uno dei giudici di Roma che hanno bocciato le liste del Pdl. Per la cronaca: nel suo ufficio c’è un ritratto di Che Guevara. Per carità ognuno ci può mettere quello che vuole e l’immagine di Che Guevara non è sicuramente reato, ma denota poca serietà in un ufficio aperto al pubblico. Forse Che Guevara è più decorativo di un crocifisso. Che l’attività politica della signora sia molto vivace lo dimostrano quattro interventi a Radio Radicale. L’emittente di Marco Pannella l’ha sentita anche molto recentemente, il 16 febbraio, sul processo in corso a Roma contro i generali sudamericani accusati di aver ucciso desaparecidos italiani. Altri due interventi hanno riguardato sempre i desaparecidos. Un quarto, nel 2002, il processo Imi Sir Lodo Mondadori. Risulta dal sito di Radio Radicale che Anna Argento fu sentita «in qualità di teste». Insomma una affezionata di una radio comunque di partito.
Per quanto riguarda la disparità di trattamento tra PD e PDL vi rimando a questo link quanto mai interessante.
Ora, credo che sia importante ribadire quanto ho scritto precedentemente a margine di questa ignobile farsa. Tutti i cittadini hanno diritto a manifestare il proprio voto e questo diritto non può essere negato da timbri, bolli e cavilli. Se le regole impediscono tale diritto devono essere cambiate e devono concorrere a questo cambiamento tutte le parti in causa, maggioranza e opposizione. Qui sono in pericolo le basi della democrazia. Quanto accaduto è un episodio gravissimo che potrebbe causare una degenerazione non solo del confronto politico ma anche dell’ordine pubblico.

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Approposito di liste elettorali

Piaccia o meno quanto fatto dal presidente Napolitano in relazione alla riamissione del Pdl alle elezioni regionali è sostanzialmente corretto. Solo un pazzo o un antidemocratico può pensare di vincere a tavolino e senza un confronto. Questo vale oggi per il Pdl, potrebbe valere un domani per il Pd. Esistono delle regole è vero, ma il limite in casi estremi (e questo lo è) possono a discrezione della massima carica dello stato essere spostate per permettere il regolare svolgimento del più democratico diritto dei cittadini, il voto. Non si può negare alla maggioranza del paese il diritto al proprio consenso o dissenso. E’ proprio nel segreto dell’urna che ogni cittadino potrà esprimere il proprio parere. Considero le manifestazioni di protesta più o meno colorate di questi giorni e di quelli a venire come un ennesimo tentativo di destabilizzare l’attuale situazione politica con moti di piazza anzichè con lo strumento civile del voto. Per cambiare veramente le cose alle prossime elezioni si dovrebbe recare il cento per cento dei cittadini elettori, per dare un taglio alla stagione degli odii, dei complotti, dei finti o veri golpe e ribaltoni. Chi vince vince e chi perde si metta da parte, in silenzio, a ricostruire la propria credibilità politica.

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Countdown per la Notte degli Oscar 2010


Anche quest’anno non intendo perdere la notte degli Oscar. Per tutti coloro che amano il cinema, che per coloro che come me si nutrono di film quasi quotidianamente , un appuntamento imperdibile. Certo il fuso orario non è dei più agevoli. Qui o si fanno le ore piccole o ci si divide un pò con la diretta, un pò con la registrata per finire di vedere il tutto ad orari più umani.
L’evento di quest’anno si preannuncia ricco di colpi di scena, dominato dalla sfida “in famiglia” tra James Cameron con il superkolossal “Avatar”, e l’ex-moglie Kathryn Bigelow con “The Hurt Locker” film rivelazione che, a sorpresa e conquistando al pari di “Avatar” 9 candidature, tra cui miglior film e miglior regia, sfida la megaproduzione in 3 D che ha già stravinto al botteghino. Inoltre la gara per il miglior film annovera anche “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, con 8 nomination, “Precious” con 6 nomination, ”Tra le nuvole” con George Clooney diretto da Jason Reitman, “Up” ultimo capolavoro animato firmato Pixar e “A serious man” dei fratelli Coen. Io sinceramente propendo per Kathryn Bigelow e George Clooney, non amo molto le megaproduzioni stile Avatar, nè la tridimensionalità ma credo che lo show business americano premierà il “capolavoro” di James Cameron come punto di forza della immensa potenza Hollywoodiana. Uno spettacolo comunque da non perdere.
Ricordo chel’evento sarà trasmesso “live” in esclusiva su SKY Cinema 1 e 1 HD a partire dalle 23.45 presentato dagli studi di Milano dal critico cinematografico di SKY Gianni Canova e da Francesco Castelnuovo.
E! Entertainment Television, il canale 124 di SKY dedicato al life style del mondo dello spettacolo si collegherà dalle 22.00 con il Countdown dal tappeto rosso con i commenti in italiano affidati ad un gruppo di esperti di cinema e di moda.
Dal red carpet del Kodak Theatre di Los Angeles gli inviati Ryan Seacrest, e Giuliana DePandi Rancic, intervisteranno tutti i protagonisti della serata.
A commentare il look delle star ci sarà anche Jay Manuel celebre make-up artist e famoso per aver curato il look di molte star di Hollywood come Jennifer Lopez, Pink, Kim Kattrall, David Bowie e Rupert Everett.
A tutti gli appassionati Buon Cinema!!!!

Crippa (Mediaset): ”Rete all news entro l’anno, l’editore ci tiene”

Mauro Crippa, direttore delle news del gruppo Mediaset, conferma il lancio entro l’anno del nuovo canale interamente dedicato all’informazione.

“Contiamo di partire entro il 2010 – ha detto durante la presentazione del nuovo approfondimento giornalistico domenicale su Retequattro ‘Quarto grado’ con Salvo Sottile – ma non so dire se un mese prima o dopo. Stiamo studiando i passi preliminari e la nascita dell’agenzia diretta da Mario Giordano è uno dei passi preliminari, visto che ha già un centinaio di giornalisti e si arricchirà di altri. La rete all news sarà la prima di un editore italiano”.

Crippa ha poi aggiunto che la creazione della nuova rete, in un contesto in cui ciascuno di noi è sempre più in contatto con notizie in ogni luogo e momento della giornata, “non è un lusso, ma un modo per essere presenti sempre. Non abbiamo ambizioni di ascolti, ma la volontà di essere presenti nei confronti dei forti fruitori di informazione. L’editore ci tiene molto e partiremo quando saremo ben sicuri perché è una materia con la quale non si scherza visto che ci confrontiamo con un concorrente molto forte, sicuro e con risorse pressoché infinite”.

Quanto alla eventuale assegnazione della direzione del nuovo canale all’attuale direttore di ‘Matrix’ Alessio Vinci, Crippa ha riconosciuto che il giornalista ha un’esperienza “molto forte” nel settore, visto che viene dalla Cnn, ma “credo che anche per la prossima stagione continuerà ‘Matrix’, ciò non esclude che possa dare il suo contributo alla rete all news”.

Fonte: Apcom

CONSIDERAZIONI SU EMITTENZA LOCALE E TAGLI DELLE PROVVIDENZE

Ricevo, condivido e pubblio un articolo del giornalista Davide Camera in merito ai tagli delle provvidenze e dei contributi per l’editoria.

Il mondo delle radio, piccole o grandi che siano, è in subbuglio, dopo il taglio delle provvidenze e dei contributi per l’editoria, arrivato con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe, ormai legge dello Stato. La rabbia da parte degli editori monta soprattutto per un motivo, cioè che i fondi per gli organi di partito si sono trovati, mentre non c’è stato nulla da fare per i quattro milioni finora destinati al settore radiofonico. Oltretutto, ci si lamenta per un’inattesa retroattività della norma a partire dal 2009, e cioè chi pensava di partire da una base economica sicura, improvvisamente si ritrova come se una botola sotto i suoi piedi si fosse aperta. Giustamente Paolo Butturini, segretario di Stampa Romana, ha ricordato che una cifra ben superiore si è spesa per i vaccini contro il virus H1N1, poi dimostratosi complessivamente un falso allarme rispetto a quanto paventato. Colpa della politica? Non solo, a mio modesto avviso.
L’origine di tutto risale al 1990, con il varo della legge Mammì, dal nome dell’allora ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Nel primo tentativo di regolamentare quello che davvero allora era il far-west dell’etere, tale legge iniziò dal tetto la costruzione di un edificio molto complesso. Dal tetto e non dalle fondamenta, che forse non sono mai state costruite. Le prime emittenti radiofoniche private e televisive, non a caso chiamate “radio libere”, nacquero per vari motivi: dallo svago, all’impegno politico-sociale, alla voglia di essere in onda. Ben pochi, a parte forse molti speaker che andavano in onda, pensavano ad un’attività professionale in questo settore. Attività che invece la legge impose, costringendo le emittenti – tranne quelle comunitarie – a diventare vere e proprie aziende, con tanto di dipendenti messi sotto contratto. Molti gettarono la spugna, chiusero senza neppure presentare la domanda per l’autorizzazione o la concessione all’utilizzo della frequenza da loro occupata, a seconda che si trattasse di radio o televisione. Parlando in particolare di radiofonia, altri, sostenuti magari da qualche gruppo, o da varie fortune, si svilupparono, acquistarono frequenze in lungo e in largo e si trasformarono in network nazionali o regionali. La situazione inevitabile, è che per chi decise comunque di continuare ad esistere, la vita diventò molto dura, tra la necessità di pagare i dipendenti, le bollette certo non irrisorie specie per l’elettricità dei trasmettitori, impianti, affitti, postazioni varie. Dall’altra parte, il mercato pubblicitario della radio, quello del “salumiere o mobilificio sotto casa” costava sempre meno: un po’ perché diminuiva di interesse, e anche perché progressivamente lo sviluppo di internet o dei “fogli di quartiere” lo rendeva quasi insignificante.
In tutto questo, molti editori radiofonici, dai piccoli ai grandi, pur riunendosi in varie associazioni per tutelare i loro diritti, tranne qualche eccezione, hanno mostrato il loro “peccato originale”: la necessità di diventare imprenditori, imposta dalla legge Mammì e dalle successive normative, non si è sempre trasformata in cultura imprenditoriale. Non solo chi si espandeva, ma anche chi rimaneva piccolo, molto spesso continuava a “fare la guerra” all’ipotetico avversario, spendendo energie che pochi hanno pensato di utilizzare per sviluppare altre idee e per non fossilizzarsi su un settore radiofonico via etere che – network a parte – veniva invece sempre più penalizzato. In questo mondo, per molti le provvidenze sono quasi diventate una ragione di vita, principalmente per i rimborsi alle bollette oppure agli abbonamenti alle agenzie di informazione che in qualche modo contenevano le spese, dato che altri gettiti diventavano quantomeno difficili. Questa situazione, a parte qualche lamentela e qualche tentativo anche riuscito di cercare di mettersi insieme per cercare di ottenere qualche risultato – che fosse una riduzione delle quote Siae, o quant’altro – sembrava comunque sedimentata, tra la vecchia mentalità e l’esistente. E nonostante qualche avvisaglia negli ultimi anni fosse arrivata, compresa la stessa crisi finanziaria globale, comunque molti hanno vissuto aspettando e sperando. Una speranza che tuttora è viva, perché una parte di quei contributi eliminati, potrebbe tornare con un altro provvedimento, in particolare quelli relativi al 2009. La strada, tuttavia, sembra segnata per il futuro, con conseguenze immaginabili per quanto riguarda non solo la chiusura di tante emittenti radiotelevisive, ma anche la perdita di posti di lavoro e forse, qualche problema per gli stessi editori, che spesso hanno investito o si sono indebitati sulle loro “creature”.
Una reazione forte da parte delle radio è la messa in onda di uno spot contro il taglio dei fondi, ma potrebbe trattarsi di un “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”. Un mondo che non ha saputo essere lobby per molti motivi, ora rischia di pagare pesantemente una situazione che forse è stata a lungo da taluni sottovalutata, ed una certa riottosità agli sviluppi tecnologici e multimediali degli ultimi due decenni.
C’è una morale che si può trarre da questa vicenda? Probabilmente ognuno trarrà la sua, purtroppo a proprie spese. Di una cosa sono comunque certo: non deve essere la radio a pagare per altri settori che si sono salvati, o autosalvati ma avrebbe potuto fare di più per avere una scialuppa di salvataggio. Forse riceverà una ciambella, che però, se tutti ci si aggrappano, non servirà a nessuno. Speriamo bene.

Davide Camera

L’Ue pronta al sì per Sky sul digitale terrestre, Rai e Mediaset in allerta

La Commissione europea si appresta a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla piattaforma digitale terrestre. La notizia, che MF-Milano Finanza è in grado di anticipare, sta già suscitando un piccolo terremoto in Italia dove sono in allerta i piani alti di Palazzo Chigi, la Rai e Mediaset, pronti ad andare sulle barricate.

La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l’avvenuta notifica da parte di News Corp “di una formale richiesta di revisione degli impegni” assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.

Queste condizioni però, spiega un articolo di MF, a detta degli uomini di News Corp, sarebbero diventate troppo pesanti e punitive in presenza, riferiscono alcune autorevoli fonti della Commissione, “di un cambiamento quantitativo del mercato televisivo italiano”. In pratica Sky sostiene che, pur essendo monopolista al 98% sulla piattaforma satellitare, il veto imposto da Bruxelles a operare sul digitale terrestre (13 milioni di decoder gia’ installati in Italia e 23 milioni a fine 2011) non prima del 2012 sarebbe da considerarsi superato.

La Direzione generale concorrenza dell’Ue, guidata da Alexander Italianer, dopo aver avviato nei giorni scorsi una procedura di interservice consultation con tutti gli altri membri del governo europeo, si è chiusa nel più rigoroso riserbo per valutare la richiesta. Il brutto, per Mediaset e per la Rai, dove pare ci sia grande agitazione, è che gli uomini di Almunia hanno comunicato all’Italia che non procederanno ad alcuna consultazione pubblica con le parti interessate, cioè tutte le aziende, grandi e piccole, che operano nel settore in Italia. Decideranno in solitudine. E sembra proprio per il si.

Rai Internazionale: da oggi il sito internet si rinnova e si arricchisce

Fonte: Digital sat

Da oggi 3 marzo il sito di Rai Internazionale si rinnova nella veste grafica e si arricchisce di una sezione dedicata alla web TV.

Su www.international.rai.it e’ possibile consultare i palinsesti dei canali di Rai Italia 1 (Americhe), 2 (Australia, Asia), 3 (Africa) e 4 (Europa). La Guida Tv e’ un elemento indispensabile per gli italiani all’estero abbonati ai canali Rai che possono cosi’ essere quotidianamente informati sulle novita’ della programmazione e aggiornati in ogni momento sui programmi in onda sui diversi canali.

www.raitalia.tv e’ invece il canale web Tv di Rai Internazionale che rende disponibili in modalita’ streaming e on demand tutte le produzioni radiotelevisive realizzate per gli italiani all’estero.

I programmi d’informazione giornalistica Italia News, Italia chiama Italia, Regioni d’Italia news, Cristianita’ e gli Speciali sono tutti visibili on line. Non sono on line La Giostra dei Gol di Serie A e B perche’ privi di diritti per il web.

”Si tratta di un servizio importante per i nostri telespettatori”, commenta Daniele Renzoni, Direttore di Rai Internazionale, ”perche’ la nostra offerta televisiva si amplia con un canale web che si affianca a quelli satellitari”.

Il palinsesto della web TV prevede inoltre Storie d’Italia, dedicato alla celebrazione dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia e Il Caffe’, con i protagonisti della cultura intervistati da Cinzia Tani.

Nel settore web Radio, invece, e’ possibile ascoltare, in diretta streaming per 24 ore al giorno, Rai Italia Radio, con il meglio della programmazione di Radio 1, 2 e 3 e con tutte le trasmissioni realizzate dalla redazione radiofonica di Rai Internazionale. I programmi giornalistici prevedono i Notiziari in lingua, Non solo calcio, dedicato allo sport, e una striscia quotidiana di approfondimenti d’informazione formato rotocalco.

Inoltre Taccuino italiano, quattro ore di programmazione radiofonica originale su letteratura, arte, musica, spettacolo, e Notturno italiano, lo storico programma della Rai, che dal 1 luglio del 1952, anche su Onde Medie, diffonde nel mondo le canzoni italiane di tutti i tempi e accompagna i radioascoltatori da mezzanotte alle 6 di mattina.

Luca Balestrieri: ”Tivùsat vicino alle 200 mila tessere attivate”

Fonte: Dow Jones

“Abbiamo due obiettivi da perseguire, quello sulle carte vendute ai produttori di decoder e quello sulle carte attivate. Al momento sono 800.000 le carte vendute, mentre quelle attivate erano 100.000 a fine 2009 e ci stiamo avvicinando rapidamente alle 200.000 carte”.

Ad affermarlo, a margine di un convegno, è il presidente di Tivù Sat, Luca Balestrieri, spiegando che il target per la fine del 2010 resta di “1 milione di carte vendute e di 600.000 carte attivate”.

Tivù Sat è una piattaforma televisiva gratuita per la tv digitale satellitare offerta da Tivu’, societa’ partecipata da Rai, Mediaset e T.I.Media.


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